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Il mio Cammino di Santiago

Mi chiamo Giuseppe De Cata, ho 62 anni e vivo in pensione in un paesino del sud Italia chiamato Apricena.

Arriviamo a Sarria il 19 luglio 2014 verso le 18,30 e veniamo accolti in uno splendido resort, un antico monastero Rectoral de Goian vocato all\'ospitalità del pellegrino situato a 8 Km dal centro di Sarria e ad 8 km dal Cammino. Con tanta cortesia alcuni di noi veniamo accompagnati in auto (gratis) dal titolare della struttura presso il Convento de la Merced per ritirare le credenziali (il passaporto del cammino), le conchiglie e le croci.

La nostra guida ci riferisce che il convento chiude alle 19, ma arriviamo alle 19 e 30 e infatti troviamo chiuso.

Siamo stati davvero fortunati nel riuscire ad avere òe credenziali.

L'indomani ci alziamo di buon ora e partiamo. Riprendiamo la marcia perchè Portomarin stà al di la delle montagne ed è lontana.

Arriviamo su un altipiano verso le 17 e finalmente a valle intravvediamo un paesino, è Portomarin, la nostra meta.

Alcuni cenni storici ci dicono che quando, nel 1962, fu costruita la diga di Belesar, tutto il paese si trasferì sul vicino monte del Cristo. Lì vennero ricostruiti alcuni degli edifici più importanti.

Verso le 7,00 lasciamo Portomarin, riattraversiamo il ponte sul rio Mino in direzione Palas de Rei. La distanza della tappa di quest'oggi sarà di 26 km.

La struttura alberghiera di Palas de Rei, La Cabana, che ci doveva ospitare per la cena e la notte è al completo e ci viene riferito che la nostra prenotazione non è stata registrata nei computer aziendali forse a causa di un disguido occorso tra l\'Italia e la Spagna. Pertanto, dal personale della reception ci viene subito riferito che non c'è posto. Noi insistiamo, presentiamo la ricevuta della prenotazione fatta dall'italia e la loro conferma. A questo punto alcuni di noi cadono nello sconforto più profondo, è giunta sera e non sappiamo dove andare. Siamo tutti stanchi.

All\'improvviso la ragazza della reception riceve una telefonata e dal suo sguardo verso di noi sembra una buona notizia. E così è.

Ci riferisce che la direzione si scusa per l'accaduto e si impegna a farci trasferire in taxi a proprie spese in una loro altra location distante 10 km da Palas de Rei, situata in un paesino chiamato Monterroso. Accettiamo tutti ed in cinque minuti arrivano tre taxi per il nostro trasferimento.

Lasciamo Palas de Rei e ci immettiamo nel cammino, dove incontriamo già tanti pellegrini che vanno nella stessa direzione.

Dopo aver attraversato una grande foresta di faggete, riscendiamo a valle per guadare un ruscello, fare una foto ricordo, e poi risalire ancora a quota 650 metri tra boschi di eucalipto.

A valle, dopo gli eucalipti, incontriamo questo monumento, segno del Cammino di Santiago.

Appena arrivati alla periferia di Melide incontriamo questa antica e ben tenuta chiesetta dedicata a San Juan Furelos. Entriamo e ci fermiamo un'istante... poi apponiamo il sello sulle nostre credenziali e via perchè è già trascorso mezzogiorno e dobbiamo affrettarci.

Tutta la tappa di oggi è stata una prova durissima, 38 km. in un solo giorno, non lo consiglio a nessuno.

Lasciamo Arzùa alle nostre spalle, intorno alle 7, dopo aver consumato la prima colazione mattutina.

Siamo arrivati a A salceda un sobborgo di O Pino, quattro case dislocate lungo la Nazionale 547, ci dice un anziano signore del posto.

Gli domandiamo del nostro albergo, questi ci fa capire che non possiamo sbaglarci.

Verso sera, dopo la cena, si va a tutti a letto presto per riposare, domani siamo intenzionati di ripartire verso le ore 6 per poter arrivare a Santiago intorno alle 17.

Raggiungiamo Monte do Gozo, famosa località della Galizia, avamposto di Santiago, dove è posto anche un grande monumento dedicato al pellegrinaggio di Papa Giovanni Paolo II.

Qui incontriamo un\'altra pattuglia a cavallo della Guardia Civil, che ogni giorno controlla il Cammino.

Siamo arrivati a Santiago di Compostela!

Qui domani 25 luglio sarà giornata di festa nazionale. troviamo plaza Obradoiro tutta addobbata dai drappi di San Giacomo e dei Reali di Spagna che giungeranno da Madrid per assistere alla Santa Messa.

Chissà se riusciremo a fare qualche foto ricordo. Giriamo per la piazza del Obradoiro e facciamo un'incontro singolare, riconosco il più grande profeta ed eremita vivente della storia contemporanea Jacobea, Marcelino Lobato Castrillo. Devo averlo visto quando mi documentavo sul Cammino attraverso Internet.

Gli domando se è lui, egli mi risponde di no, ci rimango male, egli capisce e subito si pente, mi fa un sorriso, e mi dice "Si, sono io".

Marcelino dice che il Cammino e la sua filosofia di vita. Mi racconta che la prima volta che ha percorso il Camino è stato nel 1971, in quel momento ha trovato un unico ostello lungo tutto il percorso francese, spesso ha dovuto dormire in fienili, stalle e aperta campagna, sempre in compagnia di rugiada e zecche, raggiungendo Plaza del Obradoiro accanto a poco più di venti persone che hanno terminato il Camino di quell'anno. Chi avrebbe immaginato che due decenni più tardi egli avrebbe aperto e chiuso la Porta Santa di San Giacomo in compagnia del Principe e dei presidenti delle comunità autonome della Galizia, che avrebbe scritto libri e tenuto conferenze, e la sua immagine, inconfondibile, comparire nella maggior parte dei libri sul Cammino! Sui muri degli innumerevoli ostelli. Si veste tutt’ora in abito tradizionale di Conchiero (basso, tunica, cappello, portafogli, corno, mantello e rosario).

Siamo al finale di questa straordinaria esperienza di vita vissuta durante il Cammino di questo 2014. Ho già deciso che il mio cammino continuerà nell\\'Agosto 2015 con partenza da Saint Jean pie du Port a Santiago de Compostela.

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